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		<title>OLF2 : Oltre la frontiera</title>
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		<description>oltrelafrontiera sapienza mastella</description>
		<lastBuildDate>Mon, 22 Mar 2010 07:58:27 GMT</lastBuildDate>
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			<title>OLF2 : Oltre la frontiera</title>
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		<title>Nel 2008 i talebani hanno conquistato un altro quarto dell'Afghanistan</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-12-09T20:06:27Z</pubDate>
		<description>&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--		&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;canali_path&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;javascript:history.go(-1)&quot;&gt;http://it.peacereporter.net/&lt;/a&gt; &gt; articolo &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt; --&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- &lt;br&gt;&lt;br /&gt; al posto dei &lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;canali_path&quot;&gt;&lt;br /&gt; --&gt;&lt;br /&gt;09/12/2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da www.peacereporter.net &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;sottotitolo_singolo&quot;&gt;&lt;br /&gt;Tra le province cadute in mano alla guerriglia anche quella &#039;italiana&#039; di Herart&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;I talebani, che solo &lt;a href=&quot;http://it.peacereporter.net/articolo/9349/I+talebani+stanno+conquistando+l%27Afghanistan&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;un anno fa&lt;/a&gt; controllavano il 54 percento del territorio afgano, oggi ne controllano il 72 percento e &lt;a href=&quot;http://it.peacereporter.net/articolo/12878/Afghanistan%2C+talebani+al+potere&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;circondano Kabul&lt;/a&gt;. Lo certifica il rapporto annuale del think-tank di politica internazionale &lt;a href=&quot;http://www.icosgroup.net/modules/reports/struggle_for_kabul/situation_update&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Icos&lt;/a&gt; (ex Senlis Council), che fornisce analisi e statistiche a supporto delle operazioni Nato in Afghanistan.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://it.peacereporter.net/upload/2/29/291/2912.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Mappa Icos&quot; width=&quot;250&quot; height=&quot;166&quot; /&gt;&amp;quot;In&lt;br /&gt;Afghanistan ormai i talebani guidano il gioco, sia politicamente che&lt;br /&gt;militarmente&amp;quot;, ha dichiarato Paul Burton, direttore dell&#039;Icos. &amp;quot;C&#039;è il&lt;br /&gt;reale pericolo che i talebani riconquistino l&#039;intero Paese&amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto sottolinea anche come &amp;quot;tre delle quattro vie d&#039;accesso alla capitale Kabul siano già in mano alla guerriglia&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo&lt;br /&gt;nel 7 percento del territorio afgano i talebani hanno una &amp;quot;scarsa&lt;br /&gt;presenza&amp;quot; (non nulla), e si tratta sostanzialmente del Panjshir (a nord&lt;br /&gt;di Kabul), roccaforte dei mujaheddin tagichi, e delle province&lt;br /&gt;settentrionali attorno a Mazar-e-Sharif, controllate dalle milizie&lt;br /&gt;uzbeche del signore della guerra Rashif Dostum. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le regioni che&lt;br /&gt;nell&#039;ultimo anno sono di fatto finite in mano agli insorti c&#039;è anche la&lt;br /&gt;provincia occidentale di Herat, dove si concentra il grosso del&lt;br /&gt;contingente militare italiano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi il capo del Comando Centrale&lt;br /&gt;Usa, il generale David Petraeus, è a Roma per convincere il governo&lt;br /&gt;Bersulconi a fornire un maggior contributo militare sul fronte di&lt;br /&gt;guerra afgano. Il Pentagono ha deciso di inviare altri 20 mila soldati&lt;br /&gt;in Afghanistan nei prossimi mesi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>[Qui Milano Libera] Incontro con Piersilvio Berlusconi</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-12-04T23:00:55Z</pubDate>
		<description>[youtube]WEMyoI1xGGI[/youtube]&lt;br /&gt;</description>
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		<title>Obama: l'India ha il diritto di difendersi</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-12-03T12:47:37Z</pubDate>
		<description>Di Enrico Piovesana www.peacereporter.net &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rischio di una reazione militare indiana contro il Pakistan a seguito dell&#039;attacco a Mumbai si fa sempre più concreta.&lt;br /&gt;La stampa indiana riporta con gran rilievo le dichiarazioni del presidente eletto statunitense, Barack Obama, che ieri ha sostanzialmente affermato il diritto dell&#039;India di attaccare le basi dei terroristi in Pakistan - come stanno facendo ormai da tre mesi gli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://i70.servimg.com/u/f70/11/90/01/12/india_10.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semaforo verde da Obama. Nel corso di una conferenza stampa è stato chiesto a Obama se anche per l&#039;India fosse valida la politica di bombardare i campi terroristici pachistani in caso di evidente inazione del governo di Islamabad. La risposta del neopresidente Usa è stata musica per le orecchie di Nuova Delhi: &amp;quot;Le nazioni sovrane hanno il diritto di difendersi&amp;quot;. Un implicito semaforo verde, concesso solo a due condizioni: &amp;quot;Prima - ha aggiunto Obama - le indagini sulla carneficina di Mumbai devono raggiungere delle conclusioni definitive e poi bisogna vedere se il Pakistan darà seguito al suo impegno di eliminare il terrorismo&amp;quot;. Insomma: se alla fine la pista pachistana verrà confermata (e questo è scontato) e se Islamabad non farà qualche passo concreto contro i terroristi (consegnando all&#039;India venti ricercati), allora l&#039;India avrà tutto il diritto di agire.&lt;br /&gt;Soldati pachistaniI rischi di un&#039;escalation. Un&#039;eventualità, questa, dai risvolti drammatici. Non solo in caso di un reale attacco indiano (che rischierebbe di scatenare un conflitto nucleare tra India e Pakistan), ma anche solo in caso di minaccia concreta.&lt;br /&gt;Se l&#039;India alzasse la tensione militare con il Pakistan, le potenti gerarchie militari di Islamabad, già innervosite dai sempre più frequenti attacchi missilistici Usa nelle Aree Tribali (ultimamente alcuni generali hanno minacciato di rispondere abbattendo i droni Usa) e dalla politica di dialogo con l&#039;India sul Kashmir avviata dal presidente Asif Ali Zardari (letta come un grave tradimento dello spirito nazionalista pachistano), si ribellerebbero al debole governo civile di Islamabad e ai diktat di Washington sull&#039;impegno militare pachistano contro i talebani nelle Aree Tribali (dove attualmente stanno svogliatamente combattendo 100 mila soldati pachistani).&lt;br /&gt;Primi segni di nervosismo. &amp;quot;Se verremo minacciai dall&#039;India non lasceremo là nemmeno un soldato&amp;quot;, ha dichiarato al quotidiano bitannico Guardian un anonimo ufficiale militare pachistano, riferendosi al fatto che tutte le truppe verrebbero schierate al confine con l&#039;India.&lt;br /&gt;I primi segnali di &#039;ribellione&#039; da parte dei militari pachistani ci sono già. Il governo di Islamabad aveva annunciato una storica missione in India del direttore dei servizi segreti pachistani (Isi), il generale Ahmed Shuja Pasha, per aiutare i servizi indiani nelle indagini. Ma i generali pachistani si sono opposti e la missione è saltata.&lt;br /&gt;</description>
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		<title>LA PROTESTA STUDENTESCA A MILANO</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-25T11:56:52Z</pubDate>
		<description>Milano, la lezione di piazza Duomo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dove l&#039;Onda reinventa la protesta&lt;!-- fine TITOLO --&gt; &lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;&lt;span class=&quot;txt12&quot;&gt;&lt;em&gt;di CURZIO MALTESE&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;fotosxb&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- inizio FOTO1 --&gt;&lt;img src=&quot;http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-3/lezione-piazza-duomo/foto_14210448_54560.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Milano, la lezione di piazza Duomo dove l&#039;Onda reinventa la protesta&quot; width=&quot;230&quot; /&gt;&lt;!-- fine FOTO1 --&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- inizio TESTO --&gt;&lt;strong&gt;MILANO&lt;/strong&gt; - Nei capannelli di piazza del Duomo da sempre si dà appuntamento il luogo comune reazionario delle maggioranze silenziose milanesi. Nel mezzo degli anni Settanta, nella bufera delle lotte operaie e studentesche, qui lo slogan vincente era &amp;quot;ma andate a lavorare, barboni!&amp;quot;. Figurarsi oggi, in fondo a un trentennio asfaltato da Craxi, Bossi e Berlusconi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri mattina, mentre i capannelli di anziani discutevano se aveva più ragione il Feltri a scrivere che la polizia doveva &amp;quot;manganellare gli studenti nelle parti molli&amp;quot;, oppure il Cossiga a volerli &amp;quot;mandare tutti all&#039;ospedale, senza pietà&amp;quot;, si sono presentati i ragazzi dell&#039;Onda milanese con i banchetti per tenere le lezioni in piazza. La prima, bellissima, del professor Roberto Escobar, filosofo della politica e raffinato recensore della pagina culturale del Sole 24 Ore, sul tema attualissimo: &amp;quot;Paure e controllo sociale&amp;quot;. I capannelli si sono ritratti schifati. &amp;quot;Occhio, sono quelli là, i balordi del Leoncavallo&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Leoncavallo era un famoso centro sociale degli anni Settanta, rimasto da allora un mito più per la destra che per la sinistra. Nessuno ha trovato ancora il coraggio di comunicare ai pensionati di piazza del Duomo, ai consiglieri di An in giunta, a Berlusconi stesso e alle redazioni di Libero e Giornale che purtroppo il Leoncavallo, sentina di tutti i mali, covo di comunisti drogati, non esiste più da anni. L&#039;hanno deportato a Greco ed è ridotto a un locale di reduci. I ventenni di oggi semmai si trovano al centro sociale Il Cantiere, in via Monterosa, o in quelli della Bicocca. Comunque Roberto Escobar non ha proprio l&#039;aria dell&#039;agitatore rosso, in più non parla in professorese e ha un bel senso dell&#039;umorismo, quindi alla fine qualche benpensante si è staccato dal gruppo, con passo timido, verso l&#039;adunata di sovversivi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--inserto--&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;ad-box&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- OAS AD &#039;Middle&#039; - da inserire per 200x200 --&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--/inserto--&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&#039;è un&#039;astuzia da guerriglieri mediatici degli studenti milanesi, pochi e accerchiati nella roccaforte del Cavaliere, che meriterebbe di essere studiata dall&#039;opposizione, dalla sinistra. Se a Milano la sinistra non si fosse estinta da tempo. &amp;quot;Saremo imprevedibili&amp;quot;, avevano promesso e hanno mantenuto. Il rapporto di studenti mobilitati, rispetto a Roma, è di uno a dieci. Per non parlare dei professori &amp;quot;fiancheggiatori&amp;quot;, quatto gatti. Eppure riescono a far parlare di sé ogni giorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dividono pezzi di città sulle cartine, come l&#039;altro giorno per il blocco del traffico, e danno l&#039;impressione così di essere moltissimi. Nell&#039;aula della Statale che fu il tempio dei liderini sessantottini, da Capanna a Cafiero, specialisti nel discettare sulle prospettive planetarie del capitalismo, assisto a un collettivo sul tema della comunicazione. Discorsi ruvidi ma affascinanti. Del tipo: &amp;quot;Occupazioni, slogan, cortei, tutta roba che puzza di vecchio. Dobbiamo inventarci ogni giorno una cazzata buona per i notiziari, fare come lui. Il Berlusca quando deve distrarre l&#039;attenzione dal taglio del tempo pieno che fa? Scatena il dibattito sul grembiulino&amp;quot;. E quindi vai con le trovate. Un giorno la lezione in piazza sfidando i capannelli, un altro il sit-in coi libri sulle linee del tram, un altro ancora i messaggi in bottiglia da distribuire ai passanti, poi la festa aperta a tutti (&amp;quot;un momento ludico ci vuole&amp;quot;). &amp;quot;Qualcuno ha un&#039;altra idea?&amp;quot;. Sembra una riunione creativa di pubblicitari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco prende la parola: &amp;quot;Bisogna trovare il modo di non farsi criminalizzare. Di non farsi fottere come i lavoratori dell&#039;Alitalia o i fannulloni dell&#039;impiego pubblico o gli immigrati delinquenti. Se ci trovano un&#039;etichetta, tipo che siamo comunisti o non vogliamo studiare, ce l&#039;abbiamo nel c...&amp;quot;. Per ora, in qualche modo, ce l&#039;hanno fatta a sfuggire all&#039;iscrizione nelle liste nere del nuovo maccartismo. A svicolare dalla caccia alle streghe che concentra ogni volta la rabbia di tanti contro una micro categoria in genere di poveri cristi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno vent&#039;anni, non sanno nulla del &#039;68, poca roba del &#039;77, non s&#039;interessano di politica e neanche all&#039;antipolitica. Non è un trucco per non passare &amp;quot;da comunisti&amp;quot;. Soltanto negli ultimi dodici anni, dal &#039;96 al 2008, l&#039;astensionismo al voto dei ventenni è raddoppiato, dal 9 al 18 per cento. Ma sono nati e cresciuti in pieno berlusconismo, nel cuore dell&#039;impero, e hanno sviluppato gli anticorpi giusti. Oltre a una vera ossessione per la comunicazione. &amp;quot;È anche esperienza di vita&amp;quot;, chiarisce Luca, 21 anni, Scienze Politiche &amp;quot;Per arrangiarci in fondo che facciamo? Lavoriamo al call center, facciamo i baristi, le consegne, qualcuno lavoricchia in pubblicità. Insomma tutto il giorno a contatto con il pubblico, la gente normale&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;E la prima regola per comunicare i contenuti di una lotta è non farsi etichettare dalla politica. Non saremo mai l&#039;esercito di nessun partito&amp;quot;, aggiunge una bella ragazza alta e mora, dal piglio lideristico. Età? 22 anni. Nome? Carlotta Cossutta. Parente? &amp;quot;Nipote&amp;quot;. Una rivendicazione di autonomia politica dalla nipote dell&#039;Armando Cossutta, il boss del Pci milanese, l&#039;uomo di Mosca, il rifondatore del comunismo, fa un certo effetto. &amp;quot;Intendiamoci, ciascuno ha le sue idee. Ma qui si tratta di comunicare la sostanza. Oggi per esempio siamo qui a discutere del perché sui media ha avuto tanto spazio il piccolo scontro con la polizia dell&#039;altro giorno e non gli argomenti contro la legge&amp;quot;. Carlotta guida un gruppo di guerriglieri mediatici che ogni mattina fa monitoraggio su stampa, radio e tv, analizza, studia come &amp;quot;fare notizia&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni dimostrano un vero talento. La protesta a Scienze Politiche nasce per esempio da una rivista, Acido Politico, la migliore rivista universitaria di questi anni, creata, diretta e scritta quasi per intero fino all&#039;anno scorso da uno studente, Leo. Per esteso il nome è Leonard Berberi, albanese, nato a Durazzo, arrivato in Italia a dieci anni, senza parlare una parola d&#039;italiano. Nessuno l&#039;ha messo in una classe differenziata, si è diplomato e laureato col massimo dei voti ed è arrivato primo al test di ammissione del master di giornalismo della Statale. Nel movimento milanese sono molti i figli di immigrati e moltissimi gli studenti del Sud. Alla ministra Gelmini, che lamenta l&#039;eccesso d&#039;insegnanti meridionali al Nord, bisognerà un giorno comunicare la percentuale di studenti meridionali nella più prestigiosa università milanese, la Bocconi: 45 per cento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il marketing del movimento milanese in ogni caso funziona e l&#039;Onda comincia a ingrossarsi. Dal mondo dei docenti arriva solidarietà. Il preside di Scienze Politiche, Daniele Checchi, per primo ha proclamato un giorno di blocco didattico in appoggio alla protesta. La preside di Psicologia alla Bicocca, Laura D&#039;Odorico, ha aderito con entusiasmo: &amp;quot;Era ora che gli atenei si svegliassero dalla rassegnazione decennale a tagli brutali fatti passare come riforme&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso rettore della Statale, Enrico Decleva, finora assai tiepido, se n&#039;è uscito a sorpresa con un&#039;intervista a Radio Popolare in cui ha ammesso: &amp;quot;Con questi ultimi tagli la Statale non potrà chiudere il bilancio del 2010&amp;quot;. Non è neppure vero che l&#039;Onda milanese non faccia politica, almeno nelle alleanze. A cominciare dalla più classica, cioè sfruttare le divisioni nel campo nemico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- do nothing --&gt;A Milano, in Lombardia, nelle università il vero potere e il vero consenso non è neppure berlusconiano: si chiama Comunione e Liberazione. Ovvero Formigoni. Ovvero uno che da mesi è impegnato, da destra, nel fare opposizione a qualsiasi iniziativa del governo. Non sarà un caso se uno dei Formigoni boys, Francesco Cacchioli detto &amp;quot;Bencio&amp;quot;, responsabile della lista ciellina a Scienze Politiche, che incontro per i corridoi della Statale, dice: &amp;quot;Questa roba qui non è una riforma, è una completa idiozia, una serie di colpi di mannaia senza dietro alcun disegno politico. Noi cattolici finora abbiamo contestato certi modi, i picchetti, i cortei, roba di sinistra. Ma diciamo la verità, nella sostanza non è che abbiano proprio torto&amp;quot;. &lt;br /&gt;</description>
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		<title>COSSIGA HA CONFESSATO. L'ITALIA NON E' UNA VERA DEMOCRAZIA</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-25T11:44:10Z</pubDate>
		<description>&lt;h3&gt;Cossiga fuori dal Parlamento&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.youtube.com/watch?v=Q7WvLwmgqn4&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.beppegrillo.it/immagini/video_cossiga.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;video_cossiga.jpg&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;&lt;em&gt;Non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti all&#039;ospedale&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href=&quot;http://www.beppegrillo.it/&quot;&gt;http://www.beppegrillo.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;&lt;strong&gt;Maroni&lt;/strong&gt; dovrebbe fare quel &lt;strong&gt;che feci io&lt;/strong&gt; quand&#039;ero ministro dell&#039;Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, &lt;strong&gt;infiltrare il movimento con agenti provocatori&lt;/strong&gt; pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti &lt;strong&gt;devastino i negozi&lt;/strong&gt;, diano fuoco alle macchine e mettano &lt;strong&gt;a ferro e fuoco le città&lt;/strong&gt;. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle&lt;strong&gt; sirene delle ambulanze&lt;/strong&gt; dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell&#039;ordine non dovrebbero avere pietà e &lt;strong&gt;mandarli tutti in ospedale&lt;/strong&gt;. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e &lt;strong&gt;picchiare&lt;/strong&gt; anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma &lt;strong&gt;le maestre ragazzine&lt;/strong&gt; sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l&#039;incendio&amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JMS/JMSRA.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;u&gt;Intervista a Francesco Cossiga&lt;/u&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;. Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cossiga&lt;/strong&gt; ha confessato. Ne va preso atto. In fin dei conti ne va apprezzata la sincerità, neppure Totò Riina aveva osato tanto. Ha solo detto quello che la maggior parte degli italiani sapeva: &lt;strong&gt;l&#039;Italia non è una vera democrazia&lt;/strong&gt;. Forse non lo è mai stata. Quante fandonie ci hanno raccontato da Piazza Fontana in avanti? Sul &lt;strong&gt;G8 di Genova&lt;/strong&gt;? Chi ha attivato il timer delle stragi di Stato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cossiga ci ha fornito una lezione magistrale della strategia della tensione. Però, ora, dopo quelle frasi , &lt;strong&gt;va dimesso dal Senato&lt;/strong&gt; e ritirata la sua nomina a presidente emerito della Repubblica Italiana. Voglio vedere se un deputato o un senatore avanzerà la proposta in Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se rimane al suo posto è una vergogna per il Paese e un insulto ai professori e agli studenti. Non va picchiato, è anche lui un docente anziano. Va solo accompagnato in una villa privata. Propongo, per non farlo sentire troppo solo &lt;strong&gt;villa Wanda&lt;/strong&gt; di Arezzo. Insieme a &lt;strong&gt;Licio Gelli&lt;/strong&gt; potrà rinverdire i vecchi tempi, parlare di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Gladio&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;u&gt;Gladio&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, di Moro, dei servizi segreti...&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>La sinistra perde uno dei suoi padri</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-20T19:00:43Z</pubDate>
		<description>&lt;strong&gt;Da &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA&lt;/strong&gt; - Una vita a sinistra, della quale può essere definito uno dei padri più nobili. Passando per la politica, il sindacato, il giornalismo. Una vita lunghissima, 98 anni, durante i quali Vittorio Foa ha attraversato le fasi cruciali della storia della Repubblica. A partire dal fascismo, di cui conobbe le carceri, alla lotta per la Liberazione. Ed ancora l&#039;impegno politico e sindacale. Una voce libera. Mai conforme, sempre fuori dalle rigide regole di partito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nato a Torino, Foa entrò nel 1933 in Giustizia e Libertà. Era il tempo del fascismo e a soli 25 anni venne arrestato e denunciato dal tribunale speciale, che lo condannò a 15 anni di reclusione. Uscito da carcere nel 1943 divenne segretario del Partito d&#039;azione e fece parte del comitato di Liberazione Nazionale prendendo parte alla Resistenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la fine della guerra conobbe l&#039;esperienza parlamentare. Fu eletto deputato per il Partito d&#039;Azione nel 1946, per poi passare nel Partito socialista di cui fu dirigente nazionale e, per tre legislature (1953-1968), deputato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#039;impegno politico di Foa non dimenticò il sindacato. Nel 1948 entrò nella FIOM nazionale di cui nel 1955 fu segretario. Teorizzava la linea politica dell&#039;autonomia operaia, e la mise nero su bianco nell&#039;editoriale del primo numero della rivista di Raniero Panzieri, &lt;em&gt;Quaderni rossi&lt;/em&gt;, legata a quest&#039;area. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://torino.repubblica.it/multimedia/home/3358018&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color=&quot;#990000&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1964 abbandonò i socialisti e diede vita al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (Psiup). E&#039; il momento in cui alla politica si somma il giornalismo. A partire dal Manifesto, con cui collaborò dal 1966 al 1968. Nel 1970 fece la scelta di ritirarsi a vita privata, ma fu una decisione momentanea. Dopo la sconfitta elettorale del Psiup, nel 1972 tentò l&#039;esperienza del &#039;Nuovo Psiup&#039;. Nacque poi il partito di unità proletaria, di cui divenne dirigente nazionale. La tesi di Foa partiva dal presupposto che fosse necessario creare una forza politica in grado di orientare i gruppi rivoluzionari verso una prospettiva di &amp;quot;governo delle sinistre&amp;quot; distogliendole da una prospettiva violenta. Sempre col PdUP, nel 1976, prese parte alla promozione della lista unica della nuova sinistra, Democrazia Proletaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--inserto--&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id=&quot;adv180x150m&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--/inserto--&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito Foa decise, nuovamente, di allontanarsi dalla vita politica. Nel gennaio 1980 promise di non parlare né scrivere più di politica per almeno quattro anni. E così si dedicò all&#039;insegnamento universitario a Modena e Torino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 giugno 1987 venne eletto senatore come indipendente nelle liste del PCI, dove rimase anche quando ci fu la trasformazione in Pds. Nel 1992 abbandonò, definitivamente, la politica attiva per dedicarsi alla stesura di alcuni libri, in gran parte autobiografici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle sue ultime immagini pubbliche sono quelle del palco di piazza San Giovanni a Roma il 14 settembre 2002, alla manifestazione dei &amp;quot;girotondi&amp;quot;. L&#039;ultranovantenne Foa, già malato, con una frase a effetto (&amp;quot;Non vi vedo, ma vi sento. Voi mi date speranza&amp;quot;) rivendicò la necessità di &amp;quot;esserci&amp;quot; ancora. Sempre a sinistra. &lt;br /&gt;</description>
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		<title>Perché all’università ci sono tanti precari?</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-13T21:18:28Z</pubDate>
		<description>&lt;div class=&quot;post-content&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;snap_preview&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://minimacademica.wordpress.com/&quot;&gt;http://minimacademica.wordpress.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’università pubblica offre - o dovrebbe offrire - al pubblico un servizio che consiste in: &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;	&lt;li&gt;lezioni &lt;/li&gt;&lt;br /&gt;	&lt;li&gt;esami di profitto &lt;/li&gt;&lt;br /&gt;	&lt;li&gt;conferimento di titoli di studio &lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;I cosiddetti ricercatori precari vengono impiegati sia nelle lezioni, sia negli esami, sia nelle lauree. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Quando la facoltà non ha un docente cosiddetto “strutturato”, cioè un professore  regolarmente assunto dall’ateneo, ma è indispensabile insegnare una certa disciplina - di solito perché la legge lo impone  - il preside fa un bando per assegnare il corso “a contratto”. Il contrattista prescelto, in cambio di compensi che vanno da zero a poco più di mille euro, si impegna a fare lezione, a ricevere gli studenti che abbiano bisogno di chiedergli chiarimenti,  a far loro l’esame finale e a seguire gli eventuali laureandi. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Per legge le commissioni di esame devono essere collegiali, in modo da rendere più difficili gli arbitrii .Di solito agli esami, accanto al docente che ha tenuto il corso, c’è un signore che risponde al buffo nome di “culture della materia”.  Questo signore, quando l’università era di &lt;em&gt;élite&lt;/em&gt;, era stato pensato come un libero studioso che di tanto in tanto, per diletto, si presentava a discettare col professore e con i suoi studenti. Oggi  i corsi fondamentali, nelle università “storiche”, hanno centinaia di studenti. Questo significa che ciascuna commissione deve fare centinaia di esami: esaminare è un lavoro e non più un passatempo. Chi è oggi il “cultore della materia”? Il dottorando, l’assegnista, il borsista, il contrattista: in altre parole, il precario.  L’alternativa è svolgere l’esame con una commissione monocratica  che poi chiede a un collega di firmare il verbale come se fosse stato presente, commettendo un falso in atto pubblico e rendendo l’esame stesso annullabile. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Per laurearsi è necessario scrivere una tesi. Nelle lauree di primo livello la riforma Berlinguer-Zecchino ha imposto che questa tesi non fosse più un lavoro di ricerca originale, ma qualcosa di più simile a una tesina. Le tesi, però, devono in ogni caso essere lette e corrette da un professore che le presenta alla commissione di laurea.  La correzione delle tesi, &lt;a href=&quot;http://minimacademica.wordpress.com/2007/06/09/hall-of-shame/&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#006a80&quot;&gt;ormai&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;, si deve spesso fare riga per riga, supplendo alle lacune lasciate nei gradi di istruzione precedente. Ci sono professori che hanno centinaia di laureandi. Chi li aiuta in un compito che legalmente dovrebbe essere solo loro, ma che è divenuto umanemente impossibile soddisfare da soli? I soliti precari. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;I precari che lavorano nelle commissioni d’esame e sulle tesi tipicamente hanno contratti e assegni temporanei legati a funzioni di ricerca e non di didattica. Però fanno didattica. Perché? &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Perché i finanziamenti all’università pubblica, nei decenni, sono stati sistematicamente e costantemente tagliati, da sinistra e da destra. Il risultato è che, già ora, non ci sono abbastanza docenti di ruolo per insegnare nei corsi, non ci sono abbastanza commissari per fare gli esami, non ci sono abbastanza professori per correggere le tesi. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Quale sarebbe stata la soluzione di questo problema? Imporre un &lt;a href=&quot;http://minimacademica.wordpress.com/2007/06/07/cambiare-poco-per-cambiare-tutto/&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#006a80&quot;&gt;sistema concorsuale serio&lt;/font&gt;&lt;/a&gt; e assumere più professori. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Non essendo stata seguita questa via, il sistema che possiamo compiacerci di chiamare baronale ha adottato &lt;a href=&quot;http://minimacademica.wordpress.com/2007/06/09/le-erinni-di-oreste-interno/&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#006a80&quot;&gt;quest’altra&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;: far uso dei precari in cambio della promessa di un posto fisso futuro. Cinicamente, questo sistema è riuscito a ottenere quanto la legge pretendeva: assicurare un servizio pubblico con costi molto più bassi del dovuto. Dietro i baroni e i loro servi della gleba c’è  - c’era - semplicemente una versione accademica del &lt;a href=&quot;http://www.ladigetto.it/article.aspx?c=73&amp;amp;a=4837&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#006a80&quot;&gt;lavoro indecente&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;. E un ceto politico che preferisce spendere i soldi delle vostre tasse altrove. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;Che si ottiene &lt;a href=&quot;http://minimacademica.wordpress.com/2008/10/04/e-tutto-vero/&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#006a80&quot;&gt;tagliando ancora&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;? Soltanto questo: che l’università pubblica non riuscirà a svolgere i suoi servizi neppure col lavoro indecente, perché i precari verranno privati perfino del miraggio di un possibile concorso disperso nel più remoto futuro. Qui non si sta eliminando l’università baronale. Si sta &lt;a href=&quot;http://minimacademica.wordpress.com/2008/10/04/sending-our-kids-to-college/&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#006a80&quot;&gt;eliminando l’università pubblica&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>Il Paese nella morsa della sfiducia</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-12T11:53:00Z</pubDate>
		<description>Di Ilvo Diamanti, &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa società si sente sotto assedio. E le forze politiche, gli uomini di governo, lo stesso Presidente del Consiglio confermano le sue paure. Ne traggono motivo di consenso. Promettono di difenderla dai nemici che la minacciano. Immigrati, rom, prostitute, automobilisti e motociclisti ubriachi, tossici e spacciatori. Promettono, inoltre, di contrastare il disordine sociale, devastato dalla perdita di senso e di autorità. Combattono la morte del futuro e il collasso del presente attraverso il richiamo al passato. Attraverso i valori e i simboli pre-sessantottini. I grembiulini, il voto di condotta, i bambini che si alzano quando entra il professore. Attraverso lo Stato protettivo e protettore, gli impiegati pubblici che, finalmente, la smettono di poltrire, i professori che, finalmente, si fanno rispettare, i maestri, che, finalmente, tornano ad essere unici. Questa società sotto assedio (come la definisce Bauman) applaude l&#039;esercito sparso sul territorio e nelle città, i vigili urbani che diventano poliziotti, i sindaci che si fingono sceriffi. I &amp;quot;ministri della paura&amp;quot;, geniale invenzione di Antonio Albanese (puntualmente superata dalla realtà). Questa società, di fronte al terrorismo delle borse, come dopo l&#039;attacco alle torri nel settembre 2001, esprime domanda di certezza e di autorità. Così, si raccoglie, trepida, intorno al Grande Rassicuratore. Che, dagli schermi, dice ciò che tutti temono e tutti vogliono sentire. Non c&#039;è motivo di avere paura. Cioè: abbiate paura, perché ce n&#039;è motivo. Ma io - solo io - vi salverò. Dalle banche e dai banchieri, dai subprime e dai fondi tossici, dalle cattive azioni e dai cattivi maestri (sempre loro...). Dai broker armati, che vi minacciano: &amp;quot;O la borsa o la vita&amp;quot;. E se le borse non mi ascoltano io le chiuderò. Abbiate sfiducia negli altri. Paura del mondo. Il futuro è ieri. E&#039; il consenso triste del nostro tempo. Intriso di sfiducia e di paure. Prigioniero della nostalgia. &lt;br /&gt;</description>
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		<title>Scuola, esplode la protesta degli studenti</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-10T11:26:52Z</pubDate>
		<description>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;txt&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;image_left&quot; style=&quot;width: 250px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.unita.it/images/studenti(6).jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Uno striscione di protesta degli studenti contro la Gelmini - foto Unità - 19-09-08 &quot; width=&quot;250&quot; height=&quot;188&quot; /&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;È partita in tutta Italia la giornata di protesta organizzata dall&#039;Unione degli Studenti contro la riforma della scuola targata Gelmini. L&#039;Uds ha previsto manifestazioni in tutte le regioni ma è indubbio che il corteo più consistente sarà quello di Roma dove gli studenti arriveranno fin sotto il Ministero dell&#039;Istruzione per tenere un&#039;assemblea. All&#039;iniziativa romana sono stati invitati a partecipare rappresentanti del Cidi (centro di iniziativa democratica degli insegnanti), della Flc-Cgil e genitori di studenti. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Durante il corteo sarà messo in scena lo «SConcerto» degli studenti contro il Ministro Gelmini, «suonandogliele» con pentole, fischietti, strumenti musicali. Numerosi gli slogan cantati dagli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;studenti contro il ministro Mariastella Gelmini tra cui «Gelmini ministro della distruzione» e «Chi non salta la&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gelmini è». &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;I motivi per protestare sono molti: «Diciamo no ai tagli previsti in finanziaria, no al taglio del personale e chiediamo al Governo una politica lungimirante sulla conoscenza, vista non come una voce di spesa da tagliare ma come un investimento per il futuro sociale, culturale ed economico del Paese» afferma Stefano Vitale, coordinatore dell&#039;UdS Roma. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Corteo ben nutrito anche a Milano dove oltre 5.000 studenti hanno iniziato a percorrere le vie del centro di Milano. Il corteo raggiungerà il Provveditorato agli studi. Ad aprire il corteo uno striscione dal messaggio piuttosto eloquente: «Non è che l&#039;inizio» . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.unita.it&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>ABBASSO LA GELMINI</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-10T11:22:28Z</pubDate>
		<description>&lt;img src=&quot;http://i40.servimg.com/u/f40/11/90/01/12/vauro110.gif&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>OCCUPAZIONE DI P.ZA DEI CAVALIERI</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-09T22:39:04Z</pubDate>
		<description>[youtube]4qiPAmcU2EA[/youtube]&lt;br /&gt;</description>
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		<title>9/10 MOBILITAZIONE DELL'INTERO SETTORE DELL'ISTRUZIONE</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-09T21:00:40Z</pubDate>
		<description>&lt;table border=&quot;0&quot; class=&quot;contentpaneopen&quot;&gt;&lt;br /&gt;	&lt;tbody&gt;&lt;br /&gt;		&lt;tr&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td class=&quot;contentheading&quot; width=&quot;100%&quot;&gt;Pisa, occupata l&#039;università. Anche oggi 5000 in corteo &lt;/td&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td class=&quot;buttonheading&quot; width=&quot;100%&quot; align=&quot;right&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.senzasoste.it/index2.php?option=com_content&amp;amp;do_pdf=1&amp;amp;id=5363&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;PDF&quot; onclick=&quot;window.open(&#039;http://www.senzasoste.it/index2.php?option=com_content&amp;do_pdf=1&amp;id=5363&#039;,&#039;win2&#039;,&#039;status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no&#039;); return false;&quot;&gt;&lt;/a&gt; &lt;/td&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td class=&quot;buttonheading&quot; width=&quot;100%&quot; align=&quot;right&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.senzasoste.it/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=5363&amp;amp;pop=1&amp;amp;page=0&amp;amp;Itemid=66&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Stampa&quot; onclick=&quot;window.open(&#039;http://www.senzasoste.it/index2.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=5363&amp;pop=1&amp;page=0&amp;Itemid=66&#039;,&#039;win2&#039;,&#039;status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no&#039;); return false;&quot;&gt;&lt;/a&gt; &lt;/td&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td class=&quot;buttonheading&quot; width=&quot;100%&quot; align=&quot;right&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.senzasoste.it/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=emailform&amp;amp;id=5363&amp;amp;itemid=66&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;E-mail&quot; onclick=&quot;window.open(&#039;http://www.senzasoste.it/index2.php?option=com_content&amp;task=emailform&amp;id=5363&amp;itemid=66&#039;,&#039;win2&#039;,&#039;status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=400,height=250,directories=no,location=no&#039;); return false;&quot;&gt;&lt;/a&gt; &lt;/td&gt;&lt;br /&gt;		&lt;/tr&gt;&lt;br /&gt;	&lt;/tbody&gt;&lt;br /&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;content_vote&quot;&gt;da &lt;a href=&quot;http://www.senzasoste.it/&quot;&gt;www.senzasoste.it&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;table border=&quot;0&quot; class=&quot;contentpaneopen&quot;&gt;&lt;br /&gt;	&lt;tbody&gt;&lt;br /&gt;		&lt;tr&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td colspan=&quot;2&quot; valign=&quot;top&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;img style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; src=&quot;http://www.senzasoste.it/images/stories/gelmini_beataignoranza.png&quot; alt=&quot;gelmini_beataignoranza.png&quot; title=&quot;gelmini_beataignoranza.png&quot; width=&quot;199&quot; height=&quot;292&quot; /&gt;&lt;strong&gt;5 mila persone contro riforme e precarietà nella scuola e nell&#039;università: tutti presenti&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;			&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;			Pisa 9 ottobre– Un grande corteo si è snodato lungo le vie della città. 5.000 persone hanno affollato i lungarni aspettando una ministra che ha avuto paura di venire. Ad aspettarla c’erano bambini, genitori, professori e studenti, universitari e ricercatori. Mancavano solo le autorità che sono rimaste impantanate nel loro presidio alle logge dei banchi (circa venti persone..). Dall’altra parte in P.zza Garibaldi la festa alle 15 era già iniziata. Dopo un’ora è partito il corteo che ha visto tutto il mondo della formazione unito nel rivendicare liberi saperi e fine della precarietà. Ieri Filippelli (Fontaneschi) aveva tentato di strumentalizzare la giornata di mobilitazione ma dinnanzi alla richiesta di fatti e non parole si è tenuto ben lontano dalla piazza. Una piazza allegra che ha saputo fare sintesi. Il no alle manovre del governo nazionale ed all’ambiguità degli amministratori locali è stato netto. I ricercatori del CNR, gli studenti del Polo Occupato e gli istituti medi, i genitori con i bambini ed i lavoratori tecnico-amministrativi, i precari universitari hanno riempito le strade cittadine con vitalità e voglia di lottare. Nessuno al momento vuole fermarsi. Il corteo si è concluso in P.zza dei Cavalieri per sostenere l’occupazione del Polo Didattico Occupato dagli studenti universitari. Per la città è un momento delicato: le battaglie contro il lavoro precario e contro il clima d’intolleranza e razzismo hanno fatto da cornice alla mobilitazione di oggi. Da tutti coloro che hanno parlato ai microfoni è emerso il bisogno di restare uniti e fare fronte comune contro questo sistema di cose. La solidarietà tra le categorie in lotta oggi lo ha dimostrato. Stasera assemblea aperta al Polo didattico occupato. Parola d’ordine: la lotta continua. &lt;br /&gt;			&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/td&gt;&lt;br /&gt;		&lt;/tr&gt;&lt;br /&gt;	&lt;/tbody&gt;&lt;br /&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>RIVOLTA STUDENTESCA</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-09T20:53:29Z</pubDate>
		<description>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table border=&quot;0&quot; class=&quot;contentpaneopen&quot;&gt;&lt;br /&gt;	&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;	&lt;tbody&gt;&lt;br /&gt;		&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;		&lt;tr&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td colspan=&quot;2&quot; width=&quot;70%&quot; align=&quot;left&quot; valign=&quot;top&quot;&gt;&lt;span class=&quot;small&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#fe830a&quot;&gt;Scritto da Administrator &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;   &lt;/td&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;		&lt;/tr&gt;&lt;br /&gt;		&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;		&lt;tr&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td class=&quot;createdate&quot; colspan=&quot;2&quot; valign=&quot;top&quot;&gt;giovedì 09 ottobre 2008 &lt;/td&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;		&lt;/tr&gt;&lt;br /&gt;		&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;		&lt;tr&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td colspan=&quot;2&quot; valign=&quot;top&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;p style=&quot;font-family: verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;PISA: In migliaia all&#039;assemblea contro il decreto Gelmini&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt; &lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;p style=&quot;font-family: verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;img src=&quot;http://www.senzasoste.it/images/stories/piazza_cavalieri_occupata.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;piazza_cavalieri_occupata.jpg&quot; title=&quot;piazza_cavalieri_occupata.jpg&quot; width=&quot;263&quot; height=&quot;178&quot; /&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Ieri, mercoledì 8 ottobre, si è svolta l&#039;Assemblea generale di Ateneo, inizialmente prevista al Polo Carmignani, e poi spostata in Piazza dei Cavalieri vista l&#039;enorme ed inaspettata affluenza. Dopo una serie di interventi volti a contestare dalle fondamenta la legge Tremonti, l&#039;assemblea si è indirizzata all&#039;individuazione di forme di mobilitazione. Un&#039;unità di fondo ha caratterizzato questa fase della discussione, ed è emersa la necessità urgente di bloccare con ogni mezzo il Dl Tremonti. L&#039;assemblea ha deliberato forme di protesta diverse ma convergenti, dal blocco della didattica a vari scioperi del personale tecnico-amministrativo e precario. Ma non si è fermata a ciò: ha infatti ritenuto di dover dare un segnale forte e immediato, decidendo l&#039;occupazione della sala stampa del rettorato e del Polo didattico Carmignani.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;font size=&quot;2&quot; style=&quot;font-family: verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;La nostra protesta parte dal basso, senza sigle o quadri istituzionali; lo studente come tale è il suo soggetto politico. Il polo occupato sarà nei prossimi giorni punto di partenza per nuove e radicali mobilitazioni, per allargare la protesta alle altre facoltà e alla cittadinanza. Riteniamo infatti con il nostro atto di poter collegare la protesta pisana a tutta Italia, sfruttando il ribollire di mobilitazioni in molte altre città universitarie. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;p style=&quot;font-family: verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;E&#039; però per noi prioritario riempire questa occupazione di significati politici più fecondi, che non si limitino ad affossare Tremonti, ma siano la sede di un dibattito pubblico e partecipato. Verranno aperti TAVOLI DI DISCUSSIONE sui seguenti temi, che riteniamo cruciali: &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;p style=&quot;font-family: verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;1.   LOTTA CONTRO IL COPYRIGHT, PER UNA CIRCOLAZIONE GRATUITA DEL SAPERE &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;p style=&quot;font-family: verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;2.   RICERCA DI NUOVE MODALITÀ DI FORMAZIONE, SOPRATTUTTO RIGUARDO A SEMINARI DI AUTOFORMAZIONE GESTITI DIRETTAMENTE DAGLI STUDENTI &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;p style=&quot;font-family: verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;3.   DIRITTO ALLA CASA E AL REDDITO &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;p style=&quot;font-family: verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Si auspica la partecipazione più ampia...Non abbiamo più tempo! Dobbiamo riconquistare il futuro che il dl Tremonti ci ha tolto!! &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;p style=&quot;font-family: verdana,arial,helvetica,sans-serif&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Studenti del Polo didattico Carmignani occupato&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt; &lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/td&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;		&lt;/tr&gt;&lt;br /&gt;		&lt;tr&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td class=&quot;modifydate&quot; colspan=&quot;2&quot; align=&quot;left&quot;&gt;Ultimo aggiornamento ( giovedì 09 ottobre 2008 ) &lt;/td&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;		&lt;/tr&gt;&lt;br /&gt;		&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;	&lt;/tbody&gt;&lt;br /&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.senzasoste.it/images/stories/piazza_cavalieri_occupata.jpg&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>RIVOLTA STUDENTESCA</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-09T20:49:25Z</pubDate>
		<description>Pisa: occupata l&#039;Università Scritto da Administrator giovedì 09 ottobre 2008 PISA: In migliaia all&#039;assemblea contro il decreto Gelmini Ieri, mercoledì 8 ottobre, si è svolta l&#039;Assemblea generale di Ateneo, inizialmente prevista al Polo Carmignani, e poi spostata in Piazza dei Cavalieri vista l&#039;enorme ed inaspettata affluenza. Dopo una serie di interventi volti a contestare dalle fondamenta la legge Tremonti, l&#039;assemblea si è indirizzata all&#039;individuazione di forme di mobilitazione. Un&#039;unità di fondo ha caratterizzato questa fase della discussione, ed è emersa la necessità urgente di bloccare con ogni mezzo il Dl Tremonti. L&#039;assemblea ha deliberato forme di protesta diverse ma convergenti, dal blocco della didattica a vari scioperi del personale tecnico-amministrativo e precario. Ma non si è fermata a ciò: ha infatti ritenuto di dover dare un segnale forte e immediato, decidendo l&#039;occupazione della sala stampa del rettorato e del Polo didattico Carmignani. La nostra protesta parte dal basso, senza sigle o quadri istituzionali; lo studente come tale è il suo soggetto politico. Il polo occupato sarà nei prossimi giorni punto di partenza per nuove e radicali mobilitazioni, per allargare la protesta alle altre facoltà e alla cittadinanza. Riteniamo infatti con il nostro atto di poter collegare la protesta pisana a tutta Italia, sfruttando il ribollire di mobilitazioni in molte altre città universitarie. E&#039; però per noi prioritario riempire questa occupazione di significati politici più fecondi, che non si limitino ad affossare Tremonti, ma siano la sede di un dibattito pubblico e partecipato. Verranno aperti TAVOLI DI DISCUSSIONE sui seguenti temi, che riteniamo cruciali: 1. LOTTA CONTRO IL COPYRIGHT, PER UNA CIRCOLAZIONE GRATUITA DEL SAPERE 2. RICERCA DI NUOVE MODALITÀ DI FORMAZIONE, SOPRATTUTTO RIGUARDO A SEMINARI DI AUTOFORMAZIONE GESTITI DIRETTAMENTE DAGLI STUDENTI 3. DIRITTO ALLA CASA E AL REDDITO Si auspica la partecipazione più ampia...Non abbiamo più tempo! Dobbiamo riconquistare il futuro che il dl Tremonti ci ha tolto!! Studenti del Polo didattico Carmignani occupato &lt;br /&gt;</description>
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		<title>SILENTIUM AUREUM EST</title>
		<category>OLF2</category>
		<pubDate>2008-10-02T21:32:48Z</pubDate>
		<description>&lt;strong&gt;Vi segnalo questo &amp;quot;servizio&amp;quot; giornalistico apparso il 2/10/08 su &lt;/strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.yahoo.it/&quot;&gt;&lt;strong&gt;www.yahoo.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class=&quot;first&quot;&gt;&lt;br /&gt;MILANO (Reuters) - Il Csm ha autorizzato l&#039;apertura di una pratica nei confronti di Adriano Sansa, presidente del tribunale dei minori di Genova, e di Fabio De Pasquale, pm di Milano, a causa di alcune dichiarazioni fortemente critiche nei confronti del premier Silvio Berlusconi, del governo e del lodo Alfano. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id=&quot;an_lrec_ad&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;font-weight: bold; font-size: 12px; color: #000000; font-family: Verdana,arial,sans-serif; text-align: center&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://i40.servimg.com/u/f40/11/90/01/12/lcf111.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Ne dà notizia una nota del Consiglio Superiore della Magistratura. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Nel corso di un&#039;assemblea dell&#039;Associazione nazionale magistrati tenutasi martedì a Genova, Sansa, già sindaco del capoluogo ligure negli anni 90, secondo quanto riportato da vari media ha attaccato duramente Berlusconi -- definendolo &amp;quot;un primo ministro piduista&amp;quot;-- il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il governo, a suo dire rei di portare avanti un disegno &amp;quot;sicuramente illiberale&amp;quot; e &amp;quot;indegno di occuparsi dei problemi della giustizia&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;L&#039;apertura della pratica a carico di De Pasquale segue invece le dichiarazioni rese dal pm durante l&#039;udienza del 27 settembre del processo sui presunti fondi neri Mediaset in cui è imputato anche Berlusconi, nell&#039;ambito della quale il pm ha definito &amp;quot;criminogeno&amp;quot; il lodo Alfano, che sancisce l&#039;immunità delle quattro più alte cariche dello Stato. &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Sarà ora la Prima Commissione -- informa la nota di Palazzo Marescialli -- a valutare i comportamenti e le dichiarazioni dei due magistrati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non voglio neanche commentarlo e sinceramente non ne ho voglia di ripetere le solite cose, anche perchè si commentano da sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si può ben vedere la capacità di critica in Italia già da anni non è più ben accetta, quindi è consigliabile rimanere in silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Silentium aureum est&amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi gli ha chiesto a De Pasquale di criticare il lodo Alfano? Che si faccia i fatti suoi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi gliel&#039;ha chiesto a Saviano di raccontare quello che fa la camorra? &amp;quot;Mica c&#039;hanno ammazzato il fratello o stuprato la ragazza?&amp;quot; ha detto poco tempo fa la sorella di un noto camorrista...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè essere critici, perchè criticare Berlusconi? Perchè dire che il suo operato danneggia la democrazia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le uniche cose che possiamo dire da ora in poi in Italia dovranno essere: &amp;quot;w la mafia!&amp;quot; oppure &amp;quot;evviva Salò!&amp;quot;, queste sì che non sono offensive.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Alex&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;</description>
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