Blog di Alessandro La Monica, alexlamonica@tiscali.it

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PERCHE' "OLTRE LA FRONTIERA".

Perchè è divenuto necessario fare qualcosa. Consideratelo un diario dei giorni nostri, di ciò che domani sarà storia, storia del nostro paese, storia della nostra vita, storia del nostro futuro. Consideratelo come una forma di "ribellione" civile , di rifiuto nei confronti del berlusconismo. Alienazione e fascistizzazione della vita quotidiana, conformismo mediatico, demonizzazione delle istituzioni democratiche, assoggettamento clerico-borghese. Consideratelo come un tentativo d'azione o anche solo di "creare azione". Consideratelo come una necessità di oltrepassare quelle barriere mentali, quegli schemi preconcetti, quei blocchi di pensiero, quelle "frontiere" che si generano nella società mediante l'uso disonesto e servile dei più influenti mezzi di comunicazione. Consideratelo come un tentativo. A tutto ciò, ognuno, nel suo piccolo, lotta a modo suo.
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DIARIO DI VACANZA DI TRAVAGLIO

Di Marco Travaglio, Il guastafeste da 'A' in edicola,  www.megachip.info



L'Italia in vacanza dice molto più di se stessa che nelle altre stagioni. Anche quest'anno sono in ferie in un villaggio turistico (motivi famigliari) e sulla spiaggia, quando non sono impegnato a respingere con cortesia e fermezza le proposte più bizzarre degli animatori che vorrebbero coinvolgermi in un girone infernale di tornei, passo il tempo a leggere e a sonnecchiare. Ma c'è un momento della giornata in cui, qualunque cosa stia facendo, mi blocco e rimango rapito ad ammirare lo spettacolo: l'ora dell'"acquagym". Una mandria di bagnanti maschi e femmine, perlopiù flaccidi e inguardabili, dunque orgogliosissimi di farsi guardare, ballonzolano ritmicamente per una mezz'oretta buona con l'acqua alla cintola sulle note di vari motivetti della discodance anni 80 tentando invano di ripetere i movimenti che, dalla riva, suggerisce loro una graziosa animatrice.

Fissandoli negli occhi, inspiegabilmente raggianti, si ha la netta impressione che quello sia il loro momento, la loro mezz'oretta di celebrità, una specie di Isola dei Famosi proletaria e democratica, aperta a tutti, senza bisogno di selezioni o nomination. In quei corpi sudaticci e sgraziati, che tremolano come gelatine malferme, c'è tutta la volgarità, l'esibizionismo, la vuotaggine della società italiana degli ultimi anni. Fino a qualche tempo fa, osservando la gente sotto l'ombrellone, era rarissimo trovare qualcuno che non leggesse almeno un giornale, una rivista, un libro. Oggi la stragrande maggioranza non legge nulla. Mai. Per tutto il giorno. Per tutta la vacanza. Il tempo che una volta era dedicato alla lettura oggi è riservato ad armeggiare col cellulare (sempre con suonerie sgangherate e a diecimila decibel), a ripetere ad altissima voce i tormentoni ebeti sentiti alla televisione, a viziare bambini obesi e cafoneggianti ricoprendoli di gelati, ghiaccioli, cornetti, leccalecca, patatine, popcorn e porcherie varie (ultima trovata: il chupa-chupa con ventilatore incorporato, in grado di tranciare anche tre dita per bambino), a guardare nel vuoto per ore e ore sotto il sole, o, per i più impegnati, a grattarsi la pancia davanti a tutti.

n gruppetto di tamarri sui cinquant'anni prelevano ogni giorno le sdraio dalla fila, le immergono nell'acqua, oltre il bagnascuga, restandovi stravaccati a mollo per tutto il giorno, e lì le lasciano la sera, finchè un'onda non se le porta via, tanto quella mica è roba loro. Devono essere gli stessi che scorrazzano nella stanza sopra la nostra con gli zoccoli ai piedi fino alle quattro del mattino. Di fronte a me, un nonno passa il tempo a farsi dare dello "stronzo-testadicazzo-figliodiputtana" dal nipotino di 6-7 anni. Al posto del moccioso, io da piccolo avrei perso i denti con mio padre e le gengive con mio nonno. Invece questo nonno moderno trova simpaticissimo il nipotino, e lo ricompensa con ogni sorta di regali per la squisita educazione. Tra qualche anno, se tutto va bene, il piccolo mostro diventerà ministro. Dichiarerà guerra ai fannulloni, manderà i soldati nelle strade, chiederà l'arresto dei mendicanti, bandirà Blob e Montalbano dalla televisione pubblica, metterà il grembiule alle scolaresche e il velo ai nudi del Tiepolo, perché è ora di finirla con tutto questo permissivismo e questa volgarità.

25 Ago 2008
Admin · 2 visite · 0 commenti
L'OCCIDENTE E L'IRA DIVINA
Per discutere della crisi georgiana - o meglio, di come «punire» la Russia per aver umiliato un amico dell'Occidente - si riuniscono oggi i ministri degli esteri dei paesi Nato, convocati perentoriamente da Washington.

20 Ago 2008
Admin · 4 visite · 0 commenti
L'OFFENSIVA GEORGIANA E LA BANDIERA EUROPEA
Uno dei maggiorni esperti italiani sull'argomento, Giulietto Chiesa, spiega quelli che sono i fili, e i loro manovratori, della questione georgiana.

12 Ago 2008
Admin · 36 visite · 1 commento
L'Italia, Repubblica fondata sui morti sul lavoro
Di Maso Notarianni, www.peacereporter.net  

Lo dice il Censis: è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro.



Sono 918 casi in Italia in un anno. Un morto ogni 23 mila lavoratori, a fronte di 678 in Germania (un morto ogni 53 mila lavoratori), 662 in Spagna (un morto ogni 24 mila lavoratori), 593 in Francia (un morto ogni 50 mila lavoratori).
Senza contare che in Italia sono decine di migliaia gli incidenti sul lavoro non denunciati. E che sono decine, o forse più, i morti sul lavoro fatti passare per incidenti stradali o incidenti domestici.
Ma per il nostro governo (e pure per l'opposizione che sullo stesso tema ha incentrato la campagna elettorale) l'emergenza in Italia è la sicurezza.
Non sanno i nostri "politici" che in Italia si è molto più sicuri che altrove in Europa? Molto attenti ai numeri per quanto riguarda i sondaggi, la nostra casta politica è distratta quando si tratta di guardare alla vita reale del Paese. A Roma, lo dicono le statistiche, si è più sicuri che ad Amsterdam e a Londra.
In Italia ci sono 3.750 ispettori del lavoro. La stragrande maggioranza dei quali non mette piede fuori dagli uffici, essendo incaricata di lavori amministrativi. A fronte di centinaia di migliaia di luoghi di lavoro, a fronte di decine di migliaia di cantieri aperti.
Eppure, i giornalisti e i politici continuano ad alimentare un inesistente allarme sicurezza. E a fare abilmente aumentare l'insicurezza "percepita", che è un po' come il caldo di questi giorni: sembra molto più di quanto non lo sia realmente. Ma quello dellla temperatura percepita è un fenomeno del tutto naturale, mentre quello dell'insicurezza è costruito ad arte per distogliere l'attenzione dai veri problemi delle persone. Da media e politici, ancora una volta complici di una gestione privata delle cose pubbliche.
E poi ci si stupisce delle pattuglie di militari in città.
Perché non affiancare i militari agli ispettori del lavoro, caro ministro La Russa? Anche questa è una idea da sessantottini?
06 Ago 2008
Admin · 49 visite · 2 commenti
Corsi e ricorsi storici..

Di Daniel Macchia

Non sono un fanatico della casistica, anzi, se proprio devo essere sincero credo molto poco al caso, alla coincidenza pura, ma credo fermamente nella storia. La storia, si diceva un tempo, è maestra di vita, e le notizie che mi passano sotto gli occhi in questi giorni mi spaventano e non poco. Il motivo di questa paura sono quelle situazioni, forse veramente casuali per chi ci crede, che hanno fatto da presagio a un grande evento nel bene o nel male che sia. Andando nello specifico mi riferisco all’Italia degli anni ’20, paragonata con l’Italia di questo governo Berlusconi e vi spiego il perché delle mie preoccupazioni: l’Italia degli anni ’20 era una nazione disastrata dalla guerra e in crisi economica, la gente aveva fame e sempre a causa dei motivi bellici era anche ignorante, nel senso cioè che non conosceva ciò che realmente accadeva e non aveva comunque sia gli strumenti per capirlo. Oggi fortunatamente la situazione è diversa perché non usciamo dalla guerra, ma la crisi economica c’e e si sente, l’ignoranza è purtroppo sempre presente nella nostra società, che preferisce un reality show, o un giornalino di gossip, piuttosto che un programma di approfondimento, o un bel libro, che diffonda magari consapevolezza della nostra situazione all’interno della collettività, e per un politico una massa ignorante è molto facile da gestire.
L’Italia di quel periodo si affacciava al ventennio fascista, e il movimento di Mussolini organizzava la presa del potere attraverso la marcia su Roma pianificate 20 giorni prima in un congresso a Napoli, tappa del premier pre-elezioni e post-elezioni. Inoltre Mussolini si preparava alla dittatura attraverso le leggi (ad personam) fascistissime, che prevedevano tra le altre cose l’incolumità di se stesso, il controllo dell’informazione, e la diversificazione delle persone, sulla base della propria adesione al partito o meno; parallelamente ad oggi che, viene approvato il lodo Alfano e quindi si garantisce l’incolumità del premier, lo stesso che ha il controllo di tre televisioni, qualche quotidiano, e una casa editrice importante che permettono un tacito filtraggio delle informazioni, e per finire il decreto-sicurezza, che pone su due piani diversi le persone in base all’etnia di cui essi fanno parte sprofondando nel più bieco razzismo. Non pago, il governo dibatte sulla selezione dei libri di testo, come accadeva 80 anni fa.
Tuttavia è difficile che il premier riesca a instaurare una dittatura, ma questi confronti a me danno a pensare, e se anche non è una tirannia in piena regola è comunque il dispotismo di una persona verso il suo popolo. Bisognerebbe spiegare agli organi di governo, che il parlamento è l’espressione del popolo, e non di una parte di esso, e che quindi chi siede ai poteri alti non può permettersi denigrazioni varie sia verso gli stranieri, sia verso gli italiani che popolano il sud dell’Italia, perché se andiamo a vedere la cosa fino in fondo, è anche grazie a loro se adesso qualche incapace e incompetente ministro, siede al governo. E per denigrazioni mi riferisco a ciò che ha fatto Bossi recentemente. Chi gestisce il governo, non gestisce lo stato perché le due cose sono profondamente diverse, il primo è subordinato al secondo e non viceversa, quindi prima di cambiare leggi costituzionali che hanno fatto la storia di questo paese, sarebbe il caso che qualcuno ci rifletta su e poi abbandoni l’idea. La costituzione è quanto di più sacro e giusto abbiamo in Italia non gettiamola al vento e non permettiamo che qualche arrogante si conceda la libertà di farlo. Riprendiamoci il nostro paese!
25 Lug 2008
Admin · 82 visite · 3 commenti

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